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Carnival - The Show: Il buffet

(Il buffet libero, che comprende cibi e bevande, è incluso nel prezzo del biglietto)

Anche le pietanze sono in tipico stile veneziano, così da riprodurre l’euforia del Carnevale: una profusione di colori e vivacità...

...l’autentica cucina di strada veneziana degli ultimi 500 anni riadattata in chiave moderna.

Al vostro arrivo, verrete accolti come ospiti d’onore. Verrete poi immersi nell’atmosfera del Carnevale, mescolandovi e socializzando con gli altri ospiti.

Personaggi in maschera al vostro servizio faranno in modo che abbiate sempre a vostra disposizione vassoi ricchi di specialità veneziane: specialità sia calde che fredde, tipiche della tradizione culinaria veneziana...

Una cena in tipico stile veneziano: buffet libero di cibi e bevande
Prima dello spettacolo verrà servito un delizioso buffet di cibi caldi e freddi preparato con i migliori ingredienti italiani e con tutta la cura, l’attenzione e la raffinatezza degne di una delle città più belle e artistiche del mondo.

Prima di entrare in sala, assaggerete quindi numerosi piatti tipici della tradizione veneziana e dopo aver gustato questa cena squisita, vi sentirete senz’altro sazi e forse anche un po’ leggeri, grazie all’aiuto dei nostri vini raffinati....

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Saranno servite anche pietanze vegetariane.

Cibo tipico veneziano? Sì, ecco i cicheti.

Qui, a Venezia, grazie ad una tradizione antica di ben oltre mille anni continuano a chiamarsi “cichéti”. Ma cosa sono? vediamo di
scoprirlo insieme.

Innanzitutto i “cicheti” sono del cibo. Porzioni di cibo da mangiare con le mani. Questo modo di mangiare velocemente rispondeva al
bisogno di poter continuare a fare business senza interrompere le proprie attività per una lunga pausa pasto. In una città che deve la
sua grandezza ai commerci, nel distretto delle banche di Rialto e nel pressi dei magazzini dove si compravano e vendevano merci da
tutto il mondo conosciuto, le bancarelle di cichéti offrivano, agli affaccendati uomini d’affari ed ai mercanti, una vastità di delizie della
tradizione gastronomica veneziana ma anche novità provenienti da tutto il Mediterraneo e da terre lontane. Venezia commerciava
con tutto il mondo, le sue navi solcavano tutti mari... ecco comparire il baccalà (lo stockfish dalla Scandinavia), il Curry dall’india... ed
anche le rare spezie dall’Oriente.

Qui a Venezia vi erano i FONDACI ovvero i grandi magazzini delle nazioni con cui Venezia commerciava. Il FONDACO era un vero
e proprio centro commerciale in cui i mercanti di “quella nazione” trovavano camere per dormire, uffici presso cui appoggiarsi,
interpreti, magazzini ove stoccare le loro mercanzie, etc... Famoso è l’esempio del Fondaco dei turchi che è stato attivo ed abitato
sino circa metà 1.800. Anche il Fondaco dei Tedeschi è molto famoso... “Tedeschi e Veneziani, noi siamo una cosa sola, perché
antico è il nostro rapporto commercial...” Così scriveva all’inizio del 1.500 Gerolamo Priuli portavoce dell’aristocrazia veneziana.
Venezia godeva di un rapporto privilegiato con la Germania e se ne hanno prove scritte risalenti già all’epoca di Carlo Magno.
Inevitabilmente la cultura di quei paesi ha avuto un’influenza significativa nel cibo di questa meravigliosa città, ecco perché i cichéti
sono parte della cultura di Venezia. Mangiare così, era un modo pratico e veloce per poter gustare cibi familiari ma anche nuovi ed
esotici mangiari, interpretati con abbondanza di verdure provenienti dalle isole della laguna; un mangiare accompagnato sempre
dai vini del vicino Veneto e Friuli.

Oggi vi proponiamo una scelta di cichéti saporiti ed originali, così, per qualche istante, anche Voi, potrete immaginare di essere un
mercante veneziano, come il famoso Marco Polo, impegnato in una tipica giornata di commercio tra tessuti di Ormuz, seta della Cina,
spezie del Libano, olio di Spagna ed una visita alla propria banca!
Benvenuti e Buon appetito...

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I PIATTI SALATI

SALMONE IN INSALATA CON FINOCCHIETTO E ARANCIO
Il salmone giungeva a Venezia ancora fresco grazie ai collegamenti navali regolari tra la Serenissima e Rotterdam, nel mare del Nord, istituiti già nel 1300. Passando per la Sicilia si caricavano le arance, considerate in Italia del Nord una rarità che poteva essere venduta con ottimi guadagni.

NIDO DI CARNE CON MISTICANZA AL PROFUMO DI TIMO
I Veneziani usano dire “A Venezia non cresce nulla ma si trova tutto”, anche la carni più pregiate, che i veneziani sapevano trattare e conservare con le spezie importate dall’Oriente e dall’Africa e sposare con le tante verdure freschissime delle vicine isole.

GAZPACHO
Nel ’500 i traffici di Venezia con la Spagna erano intensissimi e presto a Venezia giunsero i pomodori, curiosità arrivata dall’America da poco scoperta dal genovese Cristoforo Colombo al comando di una flotta spagnola. A lungo gli Europei non seppero determinare se il pomodoro fosse un frutto, una verdura o solo una colorata decorazione. Gli Spagnoli ci insegnarono che con esso si poteva anche preparare un piatto freddo ideale nelle calde giornate estive.

ZUPPA DI FAGIOLI
Poche cose sono più veneziane della zuppa di fagioli. I fagioli un tempo erano chiamati “la carne dei poveri”, per il loro generoso apporto di proteine e vitamine e nelle case di Venezia ogni giorno un pentolone bolliva fagioli e verdure, producendo una delizia che i barcaioli e i lavoratori dell’Arsenale (Arsenalotti) amavano mangiare fumante in inverno intingendo il pane ma anche raffreddata nei giorni d’estate.

ARANCINO DI RISO
Il riso non era, nel medioevo, un prodotto tipico della laguna né un cibo tradizionale veneto ma ogni paese del Mediterraneo ne faceva abbondante uso e i marinai dei mercantili veneziani finirono per imparare dai Siciliani a preparare queste semplici delizie, ereditate dalla grande cucina araba che, venivano chiamate “piccole arance”, il più popolare frutto di Sicilia.

LASAGNA
Ai fastosi pranzi delle famiglie nobili veneziane del 1.700, non mancavano mai le lasagne, un ricchissimo piatto pieno di sapori ed ingredienti copiato dalla confinante regione dell’Emilia. Il popolo presto imparò a prepararle anche solo con le verdure delle isole o con il pesce al posto della carne, considerata un tempo un costoso cibo per ricchi.

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ORZO PERLATO
L’uso dell’orzo in cucina è eredità dei grandi traffici mercantili tra Serenissima, Africa e Medio Oriente. Dagli Arabi, già ai tempi delle prime Crociate, i Veneziani hanno imparato a prepararlo, considerandolo una prelibatezza esotica per i palati più raffinati.

SPIEDINI DI CAPRESE CON SALSA AGRODOLCE
La mozzarella, tipica di Napoli e del Sud Italia, era un prodotto che viaggiava per mare, soprattutto in inverno, quando la sua conservazione era più facile e poteva arrivare ancora fresca dalla Puglia sulle tavole delle famiglie nobili, che amavano offrire agli ospiti un prodotto particolarmente raro e costoso.

BACCALA’ MANTECATO CON CROSTINO DI POLENTA
Nessuno in Italia e nel Mediterraneo conosceva lo “stockfish” prima che i veneziani nel 1200 iniziassero ad importarlo in grandi quantità dai paesi del Nord Europa chiamandolo baccalà. Era un prodotto straordinario perché costava poco e poteva essere conservato perfettamente nelle lunghe navigazioni e a Venezia si escogitarono modi assolutamente innovativi di prepararlo, tali da fare invidia a coloro che lo producevano!

POLPETTINA DI CARNE CON FONDUTA DI FORMAGGIO
La popolarissima polpetta di carne era perfetta per gustare con poca spesa qualcosa di caldo e sostanzioso mentre si lavorava. Ancora oggi molte osterie veneziane offrono la polpettina a chi lavora nelle calli e nei canali della città, sempre accompagnata dall’immancabile bicchiere di buon vino e magari impreziosita da un po’ di formaggio.

BELLAVISTA DI UOVA CON ALICI E CIPOLLINA
Un altro classico di sempre del cibo veloce alla veneziana è il mezzo uovo sodo con l’alice, una cipollina in agrodolce e un filo d’olio. È un piatto amato da tutti i Veneziani che impone un buon bicchiere di vino bianco. Non si possono fare due chiacchiere in osteria senza il mezzo uovo sodo e un sorso di vino (meso vovo e n’ombra de bianco!).

CROSTINO DI SALMONE E SALSA DI ASPARAGI
Il Salmone, come il baccalà, veniva dal Nord Europa sulle stesse navi ed era, anche anticamente, più pregiato e costoso, pertanto destinato alla tavola dei nobili. Veniva offerto nei grandi pranzi di gala e anche in questo caso era un cibo proveniente da lontano ma accompagnato dalle verdure della laguna come i delicatissimi asparagi delle isole.

TACCHINO IN FOGLIA DI VITE
Il tacchino era un volatile molto diffuso nelle case della campagna veneta e la sua carne era popolarissima in città. L’uso della foglia di vite era anche in questo caso il risultato di una contaminazione della cucina greca, che insegnò ai veneziani ad utilizzare un prodotto qui ampiamente disponibile grazie alla straordinaria produzione di vino di questa regione.

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I DESSERT

BURANELLI
L’isola di Burano, nella nostra laguna, è famosa per i suoi merletti e per i suoi biscotti dolci, che non mancano mai sulla tavola dei Veneziani in occasione delle festività religiose e delle gradi feste popolari. Un buon pranzo merita sempre di essere chiuso da un buranello intinto in un bicchierino di vino.

YOGURT AL NATURALE CON LAMPONI
Il latte un tempo non poteva essere conservato lungamente ed anche i Veneziani impararono ad apprezzare questo suo derivato. Qualche frutto di bosco però donava un tocco di colore e di sapore che ingentiliva una pietanza destinata alle gentildonne ed ai gentiluomini più raffinati.

SGROPPINO
Tra un piatto e l’altro dei ricchissimi (e lunghissimi) pranzi dei nobili veneziani, si imponeva la necessità di “pulirsi il palato” preparandosi alla prossima portata. I Veneziani inventarono lo sgroppino, un frullato a base di limone e vino prosecco ideale per affrontare il piatto in arrivo con rinnovato entusiasmo.

MOUSSE
La mousse è una delizia veneziana, semplicemente Venezia fu tra le prime nazioni europee ad importare il cacao con quale, presto i veneziani impararono a fare dolci. Assieme alle spezie i mercantili scaricavano ai magazzini di Punta della Salute grandi quantità di cacao di cui, una larga parte veniva esportata in Nord Europa contribuendo a dar vita alla grande pasticceria austriaca e tedesca. Però, qui a Venezia il cacao divenne una aggiunta fondamentale ai dolci tradizionali.

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VINI

Tuttavia il rosso, considerato più “robusto”, era amato dal popolo che usava comprarlo dalle bancarelle in città. A Venezia, il bicchiere di vino si chiama “ombra” (shade) e, deve il suo nome curioso al fatto che un tempo, in Piazza San Marco, i venditori ambulanti di vino, piazzavano i loro banchi all’ombra del campanile di San Marco. Via via che il sole si spostava... loro spostavano i loro banchi cercando sempre l’ombra dell’imponente campanile che proteggeva il loro vino... Divenne così uso comune chiamare ombra il bicchiere di vino sfuso venduto da quegli osti. Ancora oggi potete udire, in qualsiasi bar o osteria di Venezia, chiedere “un’ombra” di bianco o di rosso. Possiamo però dire che il vino più popolare tra i Veneziani è il prosecco, un vino bianco secco “frizzante” che è tipico della provincia della vicina Treviso. Il Prosecco bevuto fresco è perfetto non solo come aperitivo o come accompagnamento di un dessert ma, soprattutto come vino da pasto; è ideale anche per drink famosi come il celebrato Bellini. Questa sera potrete apprezzare sia il prosecco che il Pinot, un bianco secco ma delicato da tavola e vi raccomando di assaggiare il cabernet, un rosso dall’intenso profumo di erbe e dal gusto asciutto. BEVANDE Prosecco, Casa vinicola San Martino di Valdobiadene. Vino bianco Pinot, Casa vinicola San Martino di Valdobiadene. Vino Rosso Cabernet, casa vinicola San Martino di Valdobiadene. Acqua Minerale Bevande analcoliche

Il vino a Venezia è protagonista assoluto della vita dei Veneziani in ogni suo aspetto. Non si fa business se non si brinda con del buon vino e non si fa festa se non c’è il vino... poche cose sono considerate più tristi di un incontro tra amici senza vino. In questa città e nella sua regione si consuma vino in quantità ben “cinque volte superiore” alla media nazionale, contribuendo in maniera non secondaria al famoso buon umore ed al senso dell’umorismo dei Veneziani!

sparkling wine In città giungevano i vini prodotti nelle vigne della Serenissima con una certa predominanza di vino bianco, considerato più adatto ai piatti tipici di pesce della cucina veneziana.

Tuttavia il rosso, considerato più “robusto”, era amato dal popolo che usava comprarlo dalle bancarelle in città. A Venezia, il bicchiere di vino si chiama “ombra” (shade) e, deve il suo nome curioso al fatto che un tempo, in Piazza San Marco, i venditori ambulanti di vino, piazzavano i loro banchi all’ombra del campanile di San Marco. glass of red wine

Via via che il sole si spostava... loro spostavano i loro banchi cercando sempre l’ombra dell’imponente campanile che proteggeva il loro vino... Divenne così uso comune chiamare ombra il bicchiere di vino sfuso venduto da quegli osti. Ancora oggi potete udire, in qualsiasi bar o osteria di Venezia, chiedere “un’ombra” di bianco o di rosso. Possiamo però dire che il vino più popolare tra i Veneziani è il prosecco, un vino bianco secco “frizzante” che è tipico della provincia della vicina Treviso. Il Prosecco bevuto fresco è perfetto non solo come aperitivo o come accompagnamento di un dessert ma, soprattutto come vino da pasto; è ideale anche per drink famosi come il celebrato Bellini.

Questa sera potrete apprezzare sia il prosecco che il Pinot, un bianco secco ma delicato da tavola e vi raccomando di assaggiare glass of white wineil cabernet, un rosso dall’intenso profumo di erbe e dal gusto asciutto.

This evening you will enjoy both Prosecco and Pinot, a white wine, dry but delicate. And don’t miss the chance to savour Cabernet, a red wine featuring an intense herbal perfume and dry taste.

 

BEVANDE
PProsecco, Casa vinicola San Martino di Valdobiadene.
Vino bianco Pinot, Casa vinicola San Martino di Valdobiadene.
Vino Rosso Cabernet, casa vinicola San Martino di Valdobiadene.
Acqua Minerale
Bevande analcoliche

 

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